FONTE CEFALONE 2080slm dedicata ai Caduti dell’Elisoccorso

Cari Amici,
Finalmente abbiamo realizzato un’opera degna in onore ai Caduti dell’Elisoccorso. E’ stata una operazione corale e tecnica conclusa da un magistrale intervento aereo che ha reso possibile tale realizzazione. Grazie a Tutti,
Paolo

ZE

Il 24 gennaio 2017 dopo il noto maltempo che colpì la nostra Regione: il terremoto e la valanga che distrusse l’hotel Rigopiano a Farindola, un elicottero del 118 precipitò nell’Aquilano, precisamente sotto le pendici di Monte Cefalone, dopo aver recuperato un ferito su un campo da sci a Campo Felice, in una zona fortemente innevata e montuosa a circa 1.800 metri di quota. Morirono le sei persone a bordo: il pilota, un tecnico di bordo, un membro del Soccorso alpino, un medico, un infermerie e il ferito.

I nomi delle vittime. Walter Bucci, 57 anni, medico rianimatore del 118 Asl dell’Aquila, veterano del Soccorso alpino, nei giorni scorsi aveva prestato soccorso a Rigopiano. Insieme a lui c’era anche Davide De Carolis di 39 anni, tecnico dell’elisoccorso del Soccorso alpino e consigliere comunale di Santo Stefano di Sessanio, in provincia dell’Aquila. Nello schianto hanno perso la vita anche Giuseppe Serpetti, infermiere, Mario Matrella di 42 anni, tecnico verricellista della società di aviazione Inaer, Gianmarco Zavoli, pilota. L’elicottero stava trasportando Ettore Palanca, 50 anni, di Roma, maitre dell’Hotel Cavalieri Hilton. Mentre sciava l’uomo si era fratturato tibia e perone.

Nel Febbraio scorso in una ricognizione con Antonio Pace, capo della stazione CAI dell’Aquila del Soccorso Alpino e Speleologico e Amedeo Ciuffetelli, avvocato del Foro dell’Aquila, nella zona dov’era accaduto l’incidente si decise di collocare in loco un piccolo cippo a ricordo dell’immane tragedia. Il pendio però presentava delle difficoltà oggettive in quanto il luogo era molto scosceso, impervio e pericoloso. Ci venne in mente che poco più in alto dell’impatto, c’era uno storico fontanile pastorale un po’ mal messo, raggiungibile attraverso un antico sentiero pecoreccio; così si decise di presentare un regolare progetto al Comune di Lucoli, competente della zona, per avviare i lavori di ristrutturazione. Ci furono diverse difficoltà burocratiche da superare ma alla fine il Comune ci autorizzò. Nel frattempo cominciammo a bonificare e segnare, con i colori convenzionali –bianco-rosso- il vecchio e malmesso tracciato pastorale, nonché il basamento dove veniva collocata la futura Fontana-Monumento. La Ditta UNIREST, attraverso l’Ing. Francesco Laurini, si fece carico sia della progettazione del Fontanile che della fornitura dei materiali e mezzi tecnici. Ovviamente sia la scelta della pietra da collocare che l’opificio realizzatore (Ditta Sarra Marmi) furono individuati dall’Ing. Eleonora Laurini, mentre i cartelli di indicazione, rigorosamente in legno, sono stati assemblati e costruiti da Roberto Salsa e Stefano Alleva. Con una operazione corale e tecnica, magistralmente supportata da un intervento aereo, in data 15 giugno u.s. è stata eseguita la posa in opera sul vecchio basamento di Fonte Cefalone a q.2080. A cinque mesi dall’incidente e precisamente il 24 giugno scorso c’è stata la celebrazione e benedizione del Fontanile impartita da S.E. Mons Orlando Antonini con la partecipazione dei Familiari delle Vittime, di tutte le Autorità civili e militari e di tutti i volontari che hanno preso parte alla realizzazione di questo doveroso monumento.

“Più forte del loro coraggio fu la nebbia” a.c.

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