Oggi con Mauro Marcocci, abbiamo lanciato l'”assalto” alle mura urbiche, attraversando le undici porte, tuttora visibili. Sulla relazione storica si possono consultare autorevoli personaggi che hanno scritto già tutto a tale riguardo. Uno su tutti: il prof Alessandro Clementi. Relazione tecnica: Km 6,400; dislivello 207+ 205- Materiali impiegati: corda da 40m, fittoni in posto e alberelli di basso fusto per le tre doppie fatte, rese necessarie per rispettare fedelmente il perimetro murario. Tempo di percorrenza h 2,13′,22″ con partenza da Porta Leoni in senso orario.
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A L’Aquila c’è Porta Leoni del XIV secolo
Facendo una ricerca storica su Porta Leoni, ho consultato un interessante articolo di Fausto D’Addario. Tuttavia, grazie ad altre fonti più affidabili, ho potuto rivedere alcune affermazioni contenute in quell’articolo: ad un certo punto si dice infatti che la porta sia legata a Papa Leone XIV, ma non esistono prove storiche certe che colleghino il nome della porta a un pontefice.
A L’Aquila, città antica e fiera dove ogni pietra racconta una storia e ogni porta ha visto passare secoli di vite, c’è un varco che invita alla riflessione anche i passanti più distratti: Porta Leoni. Il nome, per alcuni è “Leone” già dal XIV secolo in alcune fonti, rimane comunque privo di documentazione scritta certa, per cui l’interpretazione delle sue origini è ancora oggetto di dibattito.
Ancora oggi magnificamente medievale e sormontata da un torrione alto 12 metri, Porta Leoni è una delle poche porte della cinta muraria aquilana a conservare intatto il suo aspetto originario. La sua realizzazione può ritenersi conclusa già nel 1316, quando era Capitano di Città Leone di Cecco da Cascia, come attesta la lapide presente su Porta Barete, oggi in ristrutturazione, laddove giace a terra un gigantesco leone in pietra. Si tratta della consacrazione dell’impianto urbanistico angioino: i lavori della cinta muraria erano iniziati nel 1270, delineando il principale asse est-ovest, intersecato all’altezza dei Quattro Cantoni da un percorso secondario lungo la direttrice nord-sud.
Con il suo doppio arco e la duplice funzione – difensiva e viaria – Porta Leone sembra osservare il mondo dall’alto dei suoi oltre seicento anni. Ancora oggi rappresenta la soglia che introduce alla zona di San Bernardino: bastano pochi passi, circa cento metri, per trovarsi davanti alla celebre Basilica di San Bernardino. In passato, tuttavia, non era una porta da attraversare con leggerezza: situata lungo uno degli assi principali della città medievale, era concepita più per difendere che per accogliere. Durante l’assedio del 1423 da parte di Braccio da Montone, resistette con tenacia, come un coraggioso cavaliere di pietra.
Il tempo, però, non fu sempre clemente. Nel 1461, a seguito del terremoto che colpì L’Aquila, Porta Leone venne murata e le sue vicinanze trasformate in deposito di macerie. Solo nel 1469 tornò a nuova vita per consentire la costruzione della basilica e il passaggio verso la chiesetta votiva della Madonna del Soccorso. Richiusa nel XVI secolo, con la costruzione di Porta Castello e del Forte Spagnolo, dovette attendere la fine del XIX secolo per essere definitivamente riaperta.
Oggi rappresenta uno dei tratti meglio conservati delle antiche mura cittadine e rimane un punto di riferimento per chi desidera leggere la città con lo sguardo rivolto al passato.























Il percorso, inglobando volontariamente anche il Castello Cinquecentesco, altrimenti sarebbe rimasto fuori dall’itinerario.




Veramente bello ed interessante il percorso intorno alle mura della città. Un ritorno al medio evo. Paolo complimenti per le tue iniziative