Il ricordo: si rirerisce ad un fatto passato; la memoria lo raccoglie, la storia lo registra, la tradizione lo conserva.

Monte Cagno Anticima Meridionale m  2099 “Sperone dei Cuccioli” e Vetta  Principale m 2153.

Vincenzo Abbate e Gianluca Caporossi, Alessandro Marchetti e Kees Goossens  il 4 Gennaio 1996

Ore di salita: 5 sviluppo della via: m 650 dislivello: m. 660 difficoltà: AD+ (valutazione originaria)

Interessante itinerario molto indicato per cimentarsi sull’arrampicata di tipo “misto”. Si consiglia di affrontare la salita nelle migliori condizioni d’innevamento, che data l’esposizione parzialmente al sole, possono presentarsi ottimali, dopo qualche giorno le nevicate.  La parete Nord Est dell’anticima meridionale di Monte Cagno è caratterizzata dall’allineamento di quattro netti speroni, (si contano a partire da destra, Nord), separati da altrettanti netti canali, che sembrano costituire l’ossatura del caratteristico versante.

La via descritta segue fedelmente il filo di cresta del “Secondo Sperone”, che risulta compreso tra l’evidente canalino sinuoso in cui si sviluppa la “Via di Ninetto” a destra, e il più svasato canale su cui si sviluppa la “Via del Teschio” a sinistra.

Giunti a Rocca di Cambio, seguire la strada di “Circonvallazione”, per raggiungere la parte alta dell’abitato. Superate le ultime abitazioni, quando la strada diventa rettilinea, alla quota 1440 ha inizio l’itinerario di avvicinamento, segnato da un cartello.

Salire mantenendosi a mezzacosta, prendendo a costeggiare il versante Nord Est della montagna. Dopo circa un’ora seguendo direzione Nord, si giunge in direzione del “Secondo Sperone”, il secondo e più netto che si conta a partire da destra (Nord), dopo l’ampio “Canale Centrale”. Superato un gradone di rocce si punta alla base dello sperone roccioso, evitando a sinistra per il “Canale del Teschio”, un gruppetto di alberi. A quota 1750 prendere a salire per ripidi pendii cosparsi di rocce e costeggiando a destra un netto spigolo roccioso, si raggiunge il filo di cresta dello sperone. (m. 50, 2°). Proseguire per rocce e scivoli affacciandosi più volte sulla “Via di Ninetto”. Continuare a seguire fedelmente il filo di cresta dello sperone, incontrando gruppi di alberi e rocce articolate, arrivando alla base di consistenti salti rocciosi. (m. 150, 1°/2°). Superare in successione salti di roccia compatta, puntando ad un albero. Da qui prendere verso sinistra e seguendo un diedro svasato di buona roccia, si arriva a fare sosta nei pressi di una caratteristica spaccatura rocciosa. (m. 50, 2°/3°). Superate rocce si arriva ad una piccola sella (m.50, 2°). Tratti di arrampicata mista conducono ad una successiva sella. (m. 45, 3°). Ancora tratti di arrampicata mista leggermente a destra del filo di cresta dello sperone, conducono ad un’ultima ampia sella. (m.45, 3°/4°). Seguendo fedelmente il filo di cresta dello sperone, superando ripidi pendii innevati, si giunge sulla sommità vera e propria dello sperone roccioso. (m.50, 50°). Quattro tese di corda su pendio nevoso, conducono in cresta in prossimità di un ometto (m.200, 35°/40°), da cui in pochi minuti si raggiunge la Vetta Meridionale di Monte Cagno m. 2099”.

Volgendo a destra, si segue la linea di cresta della montagna   e si scende verso la marcata sella da cui si arriva sulla vetta principale.  La discesa  è possibile effettuarla lungo il crinale nord del  “Muraglione” con il rientro a Rocca di Cambio attraverso  le ampie radure del Posatore.  Si  consiglia di valutare con la massima attenzione le condizioni d’innevamento del crinale, in quanto, data la sua esposizione, dopo abbondanti nevicate è soggetto a frequenti scariche.


Il Muraglione costruito nel 1838 dal Comune di Ocre per delimitare il territorio comunale da quello di Rocca di Cambio. Questo manufatto ha avuto una duplice funzione: la prima, come già detto, di confine; la seconda, sono stati resi coltivabili i terreni adiacenti sui quali, attraverso lo spietramento, è stata operata una sostanziale bonifica.

Monte Cagno: la vetta 2153slm

Una copiosa nevicata
Sperone dei Cuccioli

I laghetti del frutteto d’alta quota

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*