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Picco Confalonieri

“Picco Confalonieri” direttamente dai documenti storici della biblioteca Diocesana dell’Aquila 

Il nome di Mons. Confalonieri ad una cresta del Gran Sasso – 5 Agosto 1941 –

Giornata luminosa e di alto godimento spirituale è stata quella trascorsa a Campo Imperatore in occasione della festa della Madonna della Neve. Anche prescindendo dalla misticità dei riti della Chiesa – acquistanti, come si sa una particolare suggestione secondo i luoghi dove vengono celebrati – una altezza che tocca i 2500 metri è sempre un buon passo verso l’infinito. Là Dio si sente di più, perché la sua grandezza si legge più chiaramente nel gran libro della natura, e l’uomo diviene piccino, piccino davanti alla solennità maestosa delle cose.

Panorama dalla cresta della Portella
Panorama dalla cresta della Portella

Questa precisa sensazione hanno provato tutti gli escursionisti che si sono recati lassù in pio pellegrinaggio per onorare la Regina delle Nevi – e di neve ve ne è ancora e tanta nei canaloni profondi – e l’hanno provata anche i numerosi Dopolavoristi che, – venuti da più parti d’Italia – da otto giorni sono a contatto con quella verginità così suggestiva della natura, ospiti dell’infaticabile comm. Appiani, Segretario Generale del Dopolavoro.
Il comm. Ugo Marinucci, Vice Podestà de L’Aquila, Commissario Prefettizio dell’Azienda Centro Turistico del Gran Sasso – anima entusiasta della montagna, delle sue gioie e delle sue sorprese – coadiuvato dal rag. Simoncini, Direttore Generale di detta Azienda – ci teneva anche quest’anno ad organizzare un raduno spirituale nella raccolta chiesina del Gran Sasso, e ci è riuscito pienamente. Il nostro Arcivescovo Mons. Confalonieri, aderendo ben volentieri alla preghiera del comm. Marinucci, vi si è recato coi canonici Del Coco e Orpelli della nostra città, ricevuto con molta deferenza, dalle Autorità presenti, e dai Parroci della Forania di Paganica, tra gli applausi scroscianti di tutta la gran folla dei gitanti. Egli ha celebrato la S. Messa, ed al Vangelo con la parola alata da cui traspariva tutto l’entusiasmo del suo amico, ha esaltato le bellezze come luogo di maggior purezza di aria, di spirito e di costumi, esortando ad aver sempre gran devozione verso la Vergine, Regina di tutte le altezze sia fisiche che spirituali.

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Picco Confalonieri foto Giulio Speranza

Dopo colazione si è effettuata un’ascensione fino al Rifugio Duca degli Abruzzi a quota 2380, donde si domina un panorama superbo, veramente incantevole. Ma, la suggestività del luogo ha spinto tutti ad andare ancora più su, fino a quota 2490 che, essendo una vetta senza nome, su proposta del Vice Podestà comm. Marinucci, seduta stante, tra le ovazioni dei presenti, è stata denominata “Picco Confalonieri” in ricordo della prima ascensione sul Gran Sasso dell’Eccellenza l’Arcivescovo. Di questo avvenimento si è redatto un atto regolare nei registri del Rifugio.
La cresta in parola è quella che dal Rifugio Duca degli Abruzzi va’ alla Sella di Monte Aquila ed ha, come si è detto, un’altitudine di 2422 metri.
All’Albergo, gremitissimo, è regnata la più grande signorilità e la più schietta allegria. L’ing. Carlei, Direttore della Funivia è stato un preziosissimo informatore tecnico e topografico.
Tra i personaggi che attorniavano l’Arcivescovo, oltre le Autorità ricordate, abbiamo notato anche il dottor Tatulli, Ispettore dell’O.N.D.

Il Cardinale Confalonieri nei pressi del Rifugio Duca degli Abruzzi alle spalle è riconoscibile il Pizzo d'Intermesoli
Il Cardinale Confalonieri nei pressi del Rifugio Duca degli Abruzzi alle spalle è riconoscibile il Pizzo d’Intermesoli

Giornata veramente indimenticabile, che ha lasciato nell’anima di tutti una grande nostalgia di rivedere quei luoghi e di rivedere la pace assoluta.
(C’è una piccola imperfezione in questa relazione la quota del Picco è 2422 anziché 2490, ed è sbagliata anche quella del Duca 2380 invece di 2388).

Aggiungo che l’alto prelato, prima di essere Arcivescovo dell’Aquila, è stato segretario particolare di Pio XI, noto Papa Alpinista e di Pio XII.   L’Arcivescovo Confalonieri, nel suo difficile decennale, -1941-1951 – lasciò un ricordo indelebile a questa Città. Qui chiamiamo in causa il Prof. Walter Cavalieri. A questo punto il Club 2000 si arricchisce di un’altra vetta sopra ai 2000 metri.

L'Arcivescovo Confalonieri a Campo Imperatore foto archivio Luca Angeletti
L’Arcivescovo Confalonieri a Campo Imperatore foto archivio Luca Angeletti

Nota del Prof Walter Cavalieri. Il ricordo che sua Eccellenza lasciò negli Aquilani durante e dopo il suo decennale arcivescovile. È noto, infatti, che a Confalonieri (che dopo l’8 settembre era rimasta l’unica Autorità presente sul territorio) faceva capo durante l’occupazione tedesca l’ampia rete di protezione ecclesiastica che salvò da sicura morte centinaia di ebrei, antifascisti e prigionieri di guerra alleati. Inoltre, come risulta dai documenti, si occupò moltissimo dei cittadini prigionieri nelle carceri nazi-fasciste, tra cui erano anche diversi religiosi accusati della protezione di cui sopra. Lui, fortemente contrario per motivi religiosi alla lotta armata, fu dunque un campione della Resistenza disarmata, che tanto peso ebbe all’interno del complessivo fenomeno resistenziale.
Né va dimenticato che dopo il bombardamento della Zecca dell’8 dicembre ’43 fu fiduciario dei beni della Banca d’Italia, compreso l’oro custodito nei forzieri della filiale aquilana.

Sua Eccellenza a Monte Aquila 2498slm Foto archivio Luca Angeletti
Sua Eccellenza a Monte Aquila 2498slm Foto archivio Luca Angeletti

Riguardo ai bombardamenti anglo-americani è pure noto che attraverso le sue conoscenze diplomatiche Confalonieri riuscì a sventare più devastanti incursioni sulla nostra Città. Per non parlare della delicata operazione che intrattenne nell’ultimo mese di occupazione per persuadere il comandante tedesco Stephan a limitare al massimo le programmate distruzioni affidate al corpo dei Guastatori. Don Angelo Mariani riferì che l’arcivescovo, recatosi presso il comando della “Silvestrella”, fece il gesto di togliersi la croce pettorale e di farne omaggio al comandante tedesco, il quale rifiutò con deferenza, accettando tuttavia che non si procedesse alla prevista distruzione del palazzo delle Poste, del ponte di Sant’Apollonia e di molti altri manufatti cittadini.

Sua Eccellenza alla funivia del Gran Sasso foto archivio Luca Angeletti
Sua Eccellenza alla funivia del Gran Sasso foto archivio Luca Angeletti

Terminato il suo incarico (1950), non a caso Confalonieri godette nei decenni del dopoguerra di una profonda gratitudine da parte del popolo aquilano, dai cui amministratori ricevette fra l’altro la cittadinanza onoraria “per gli alti meriti acquisiti dal Pastore particolarmente in occasione della guerra e dell’invasione tedesca per aver alleviato con paterno interessamento i disagi del popolo e per aver scongiurato possibili danni agli uomini e alle cose

Sua Eccellenza davanti alla chiesetta Madonna della Neve a Cmpo Imperatore foto archivio Walter Cavalieri
Sua Eccellenza davanti alla chiesetta Madonna della Neve a Cmpo Imperatore foto archivio Walter Cavalieri

1) Le coordinate sono 42° 26′ 59.25″ Nord 13° 33′ 16.05″ Est.

Picco Confalonieri carta IGM 20190606_135913
Picco Confalonieri carta IGM 20190606_135913
Qui è consultabile il Documento anastatico
 

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