GARA DI SLALOM GIGANTE SUL GHIACCIAIO DEL CALDERONE – 15 AGOSTO 1963

Nel 1930, 18 studenti appartenenti alla Sezione Universitaria del Club Alpino Italiano (SUCAI), determinati ad apprendere le più recenti tecniche di discesa con gli sci, fondarono un Club di Sciatori Universitari, che proprio in quell’anno, per ordine delle autorità dell’epoca, la SUCAI  fu sciolta e tutte le attività sportive giovanili furono fatte confluire nel GUF (Gruppo Universitari Fascisti).  I 18 amici, già promotori del Club  Sciatori Universitari, non si persero d’animo, decisero allora di dare origine a un nuovo club indipendente e,  in una birreria di Roma,  nacque lo Sci Club 18 dove, tra i soci fondatori,  figurava il noto fortissimo  Alpinista Aquilano: Giuseppe Bavona.  Lo scopo dell’Associazione  era la promozione dello sci e dello sport in genere, e l’elevazione morale della gioventù.  Il barone Carlo Franchetti, insieme ai figli Giorgio e Mario,  favorì la migrazione dello Sci 18 che da circolo romano divenne sempre più “cortinese”  (Carlo ne fu presidente dal 1947 al  1955 e Mario dal  1960 al  1961).  Infatti, nel 1939 Carlo Franchetti inaugurò la funivia che collega Cortina al monte Faloria la quale  cambiò totalmente la vita sportiva di quel tempo. I poderosi impianti portavano in vetta gli sciatori che affluivano dall’intero territorio nazionale e Carlo Franchetti coinvolse il gruppo degli amici romani che pochi anni prima avevano fondato lo Sci Club 18. Questi temerari si lanciavano giù dal Faloria,  in discesa libera, alla ricerca di nuove piste,  cosicché   la più ardita  fu battezzata SC18,  in loro onore. Negli anni ’60 furono organizzate moltissime gare di sci  e le sedi dello SC18 diventarono tre:  Cortina, Roma, dove i soci gareggiavano prevalentemente sugli Appennini e Milano dove i soci gareggiavano a Cortina, Sestriere e Cervinia.                            Nell’immediato dopoguerra, l’ammissione allo Sci Club era consentita soltanto agli  atleti con importanti meriti sportivi, naturalmente i soci dovevano essere in grado di scendere disinvoltamente la difficile discesa SC18.     Tra il 1940 e il 1970 gli affiliati  diventarono 150 con un 40% di atleti azzurri ed  altri di I, II e III categoria, mentre i “diciottini” cominciarono a mietere successi, anche a livello internazionale. All’inizio degli anni ’80 il Club venne aperto alle donne e il numero dei soci ebbe un  incremento notevole. 

Veniamo a quel  che ci riguarda: la competizione si svolse il giorno di Ferragosto del 1963, ma già nel mese di luglio dell’anno precedente,  fu  organizzata  una  pre-sciistica sul ghiaione  sottostante la morena frontale del Ghiacciaio del Calderone,  nelle vicinanze  del rifugio “Il Buco”,  realizzato da Andrea Bafile e dai “Negri” del Gran  Sasso già nel 1949, con arrivo alla conchetta  ubicata sotto  il rifugio Franchetti.    Per  la gara di Ferragosto del 1963, organizzata dallo Sci Club 18 sul ghiacciaio del Calderone, si salì a piedi perché la storica seggiovia monoposto che collegava Prati di Tivo alla “Madonnina” non esisteva ancora (fu realizzata successivamente e inaugurata il 12 dicembre 1965, all’inizio della stagione sciistica invernale di quell’anno),  il materiale necessario per lo svolgimento della gara (fune e motore della sciovia, strutture per fissaggio dell’impianto sul ghiaccio, carburante, pali di legno per segnare le porte della pista di slalom gigante, e quant’altro) fu portato sino alla “Madonnina” con l’ausilio di muli e nel  tratto successivo ,  fino al bacino glaciale del Calderone a spalla, dagli organizzatori della competizione e dai partecipanti alla gara. La competizione,  unica nella storia, effettuata sul ghiacciaio del Calderone, fu vinta dal noto campione di sci Daniele Cimini e vide la partecipazione di altri autorevoli atleti, come Preger Miro e Preger Edoardo. Fu un evento straordinario e riuscitissimo sotto ogni profilo, organizzativo e sportivo, infatti oggi ne rimane un ricordo indelebile per tutti i partecipanti.  Gli unici atleti  abruzzesi  furono Camillo e Roberto Berardi. Dopo questa straordinaria manifestazione, nel 1964, la guida Alpina Gigi Mario, quale gestore del  rifugio  Franchetti,  per far praticare lo sci estivo agli ospiti del rifugio, installò nei pressi del medesimo  manufatto una piccola sciovia costruita dal suo amico alpinista e istruttore di sci alpinismo:  Andrea Bafile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*