A l'acquedotto di Aveja ispezionabile

Gli acquedotti

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(La prima camera di decompressione  dell’acquedotto per ridurre la velocità dell’acqua)

Una cavità artificiale riveste un ruolo rilevante  per la memoria storica di un luogo, essendo una testimonianza delle capacità progettuali e tecnologiche dell’epoca e delle consuetudini di vita quotidiana dei nostri antenati.

A l'acquedotto di Aveja ispezionabile
(l’acquedotto di Aveja ispezionabile)

Queste opere, cadute in disuso e abbandonate, spesso rischiano di essere dimenticate e meritano di essere studiate e preservate. Imbattersi  in una cavità artificiale antica è quindi per gli speleologi un’occasione da cogliere per iniziare un’avventura all’insegna della riscoperta di un tassello del nostro passato. Parliamo quindi di un antico acquedotto a pietre maschiettate, ricoperto da  una specie di stucco (pozzolana) per agevolare lo scorrimento dell’acqua.

b i tracciati(i tracciati)
c L'interno dell'acquedotto a pietre maschiettate
(L’interno dell’acquedotto a pietre maschiettate)

L’acqua fu prelevata dalla sorgente Fonte d’Ocre,  seguendo l’orografia del territorio cioè attraverso il crinale Sud-Est di monte Circolo arrivava fino all’antica città di Aveja… All’inizio del ‘900 questo acquedotto  subii una trasformazione. L’acqua che scorreva sulle pietre fu canalizzata con  un tubo metallico, nei pressi della  località denominata “Barbetta” a q.730, continuando a rifornire l’abitato di Fossa, con il nome di “Cannele”.

d Oò manufatto della sorgente Cannele 
(manufatto della sorgente Le Cannele) 
E Il Monastero Fortezza di S Spirito d'Ocre oggi alimentato dall'Acquedotto Cannele 
(Il Monastero Fortezza di S Spirito d’Ocre  oggi alimentato dall’Acquedotto Cannele)
f Il Crocifisso sul Giro delle Beatitudini
(Il Crocifisso sul Giro delle Beatitudini)

Successivamente questa cavità artificiale si è  interrotta in più punti, con piccoli crolli che hanno ostruito piano piano il corso dell’acqua, di conseguenza è stato dismesso. Oggi la sorgente originaria viene utilizzata, attraverso una tubazione, per alimentare il monastero fortezza di  Santo Spirito d’Ocre. Alle esplorazioni  è necessario affiancare la ricerca con  documenti d’epoca presso gli archivi che purtroppo, ad oggi, non sono stati trovati, se non una piccola citazione in uno dei libri scritti da Igino Di Marco. Alcuni dati tecnici dell’opera: Manufatto con struttura disomogenea ma esistente dalla sorgente: km 0,750; Prosecuzione dell’acquedotto fino all’abitato di Aveja: km 1,000;  totale  km 1,750. Quota di partenza 880slm; quota di arrivo (Aveja) 572slm; Quota di arrivo con struttura esistente: 730slm. La prima camera di decompressione è situata a ca. venti metri dalla sorgente (foto sopra).  

Nota del prof Giuseppe D’Annunzio. “ Mi fa piacere che anche il prof. Alfonso Forgione, dopo il prof. Fabio Redi, riconosca questo acquedotto come romano. L’ho sempre sostenuto dal primo giorno che me lo hanno mostrato.  Ma qualche dubbio era rimasto visto che l’archeologo della Soprintendenza si era mostrato freddo e con qualche perplessità. Ho cercato nelle biblioteche ma nessuno studioso se ne era mai occupato. Igino Di Marco, che in maniera sistematica e in modo appassionato ha indagato il territorio di Fossa, l’unico che lo cita, ne parla come di un’opera medioevale. Nessuna parola invece da Giovenazzi  (il primo a parlare di Aveja nel 1773), La Torre (nel 1985) e neanche dal prof. Fabrizio Pesando (università di Napoli) che qui è rimasto per diverso tempo con i suoi studenti riportando alla luce importanti torrioni del circolo murario. Sembra incredibile che non gli sia stato mostrato da qualcuno dell’amministrazione o che comunque il manufatto non sia stato rintracciato durante le “indagini” del 2009-12. Complimenti  a Paolo per la tenacia, anche la tua appassionata dedizione ai beni  Beni Culturali, oltre alla nota alpinistica, comincia a fruttificare”.

A questo punto è chiaro: si rafforza la tesi che un’opera così colossale non  poteva essere costruita solo per “quattro case”. Speriamo che in futuro possa essere valorizzata come meriterebbe.

h L'ex abitato di Fossa dalla famosa cengia erbosa
(L’ex abitato di Fossa dalla famosa cengia erbosa)
gi Monte Circolo le sommet
(Monte Circolo le sommet)

 

d La porta dell'acquedotto di Fossa
(La porta dell’acquedotto di Fossa)

 

e l'interno dell'acquedotto
(l’interno dell’acquedotto)

Un’altra opera di captazione delle acque potabili fu realizzata negli anni ’60, sotto la famosa “Lamata” (“la Lamata”  residui rocciosi particolarmente bianchi, rivenienti da crolli, da spacchi e da erosioni eoliche).  Trattandosi di una sorgente con una esigua quantità di acqua irrorava  semplicemente le minute contrade di “Le Chiuse” e quella di “Cerro”. Anche questo piccolo acquedotto è stato dismesso in concomitanza dell’arrivo  dell’acqua  della “Ferriera”.

c L'interno dell'eremo
(L’eremo dall’interno)
b Il nuovo eremo dentro lo sfasciume della Lamata
(Il nuovo eremo dentro lo sfasciume della Lamata)
a La cosiddetta “Lamata” residui rocciosi, particolarmente bianchi, rivenienti da crolli, da spacchi e da erosioni eoliche
(
La cosiddetta “Lamata” residui rocciosi, particolarmente bianchi, rivenienti da crolli, da spacchi e da erosioni eoliche)

Nell’effettuare queste esplorazioni, a volte, si ha la fortuna di scoprire nuovi luoghi di preghiera come l’eremo dentro la “Lamata”. Di questo, però, ne parleremo più avanti…

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