L’agonia di un ghiacciaio, da una relazione del 1 settembre 2020

L’apparato  glaciale del Calderone, seppur in forte regressione, conserva ancora le caratteristiche di un ghiacciaio in movimento. 

La  parte inferiore, quella relativa alla nota depressione, dove un tempo si formava il laghetto Sofia,  è percorsa da un grosso solco centrale pieno di detriti, dove scorrono piccoli rivoli d’acqua i quali si perdono nelle viscere della montagna, in parte detritico e in parte ghiacciato.  Infatti fino agli anni ’90, questi ruscelletti, alimentavano il  famoso laghetto inframorenico.       

 La parte occidentale della vedretta termina, a dx orografica, sotto la strozzatura delle rocce montonate con una crepacciata  terminale al cui fondo si sono formati piccoli laghetti sottostanti, ciò significa che in quella parte la morena glaciale è ancora attiva,  è  presente una buona porzione di ghiaccio “fossile” ancora  tutta compatta. “Nelle recenti misurazioni georadar è stata stimata una profondità di circa venti  metri”.                                                              

Altro dato rilevante: nella parte esposta a nord della depressione, in corrispondenza della Punta Sivitilli (la Madonnina), lo scioglimento del ghiacciaio si è arrestato in quanto l’irraggiamento del sole non  c’è più.                                     Dal perimetro percorso ieri si possono avanzare queste conclusioni:  il ghiacciaio ha ancora una sua struttura, in gran parte sotterranea; allo stato attuale è diviso in tre sezioni, quella della  depressione che risale per una decina di metri la morena frontale; quella orientale sotto le vette Orientale-Centrale; quella occidentale, la più compatta e affiorante,  sotto la strozzatura delle rocce montonate.  La tesi più accreditata  che questo apparato glaciale  è ancora in  movimento.                         

 In seguito sarà d’obbligo fare un sopralluogo anche al bacino glaciale superiore, quello sotto la vetta occidentale .

Rilievo del 1 settembre 2020
Una sezione del ghiacciaio esposta a nord
La crepacciata terminale
Il laghetto sotterraneo sotto la crepacciata terminale

I mulini glaciali


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*