Le rocce montonate

L’esploratore alpino svizzero del XVIII secolo, Horace-Bénédict de Saussure, coniò il termine roches moutonnées nel 1786. Egli vide in queste rocce una somiglianza con le parrucche che erano di moda  a quel tempo  tra i nobili francesi e che erano lisciate nella parte superiore con il grasso di montone (e perciò ‘moutonnée’, “montonate”) in modo da mantenere i capelli a posto.

Le Rocce Montonate
Le Rocce Montonate

In glaciologia, una roccia montonata o roche moutonnée (in inglese sheepback) è un particolare tipo di formazione rocciosa generata dal passaggio di un ghiacciaio.

Anche ai ghiacciai si è attribuito un intenso potere erosivo; ma forse si è esagerato. Comunque è interessante il modo nel quale questo potere erosivo si esercita e le forme che ne sono originate. Si avvertano intanto due circostanze. Nella montagna alta – che è, nelle nostre regioni, dominio dei ghiacciai – si dànno, come già si è accennato, particolari condizioni di clima, per le quali la disgregazione delle rocce è intensa: forte insolazione, alti sbalzi di temperatura, intervento continuo dell’alterno gelo e disgelo. Dunque, così, vi è la preparazione di abbondante materiale, che il ghiacciaio può prendere, trasportare e finalmente deporre. La seconda circostanza: non è tanto il ghiacciaio – come si è pure detto per il vento – che direttamente eserciti un’azione erosiva sopra il fondo roccioso sul quale prende e si sposta, quanto invece il materiale detritico, grossolano o no, ch’esso ingloba, e che, costretto dalla grave pressione e dal movimento del ghiacciaio, esercita uno sfregamento e quindi un’usura sopra il letto della lingua ghiacciata.

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Ne risulta una levigatura, arrotondatura e anche striatura, così del letto roccioso come del materiale frammentizio che ne è la causa, e, d’altra parte, la formazione di una polvere sottilissima, che è pure il prodotto di quest’azione di usura e che a sua volta serve a intensificarla. Il risultato consiste da un lato, nell’elaborazione dei cosiddetti ciottoli striati, caratteristici per l’arrotondatura di ogni angolosità originaria e per la lisciatura e striatura delle facce, e nell’elaborazione del finissimo limo glaciale, per il quale le acque uscenti dai ghiacciai hanno quel loro tipico aspetto lattiginoso; e da un altro lato – e questo è vero effetto morfologico – nella lisciatura, arrotondatura e anche striatura di quella parte del fondo vallivo sopra la quale sia passato un ghiacciaio: le cosiddette rocce “MONTONATE”  ne sono tipico esempio; ma chi abbia percorso una valle alpina, avrà bene osservato queste caratteristiche forme, tanto frequenti anche a distanza dalle fronti dei ghiacciai attuali, perché impresse da ghiacciai ben più grandi, che un tempo scesero giù sino a sboccare nelle prossime pianure.

Il bacino glaciale del Calderone dalla ferrata dell'Orientale
Il bacino glaciale del Calderone dalla ferrata dell’Orientale

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