LE TRE VETTE “La grande traversata”.

zg Vetta Occidentale 2912slm

Tutte le pieghe dell’Appennino sono indimenticabili per alcune loro peculiarità, ma quando sali sulle creste più proibite del Corno Monte che hanno tanto appassionato gli alpinisti storici come, Acitelli, Gualerzi, Schmidt, Riebeling, allora ti rendi conto che i paragoni sono impossibili nell’Italia peninsulare. Lo spettacolo che si ammira usciti dalla fessura della Madonnina è maestoso.

Prima del 1900 erano state raggiunte tutte e tre le vette del Corno Grande. A parte le prime documentate spedizioni a carattere scientifico di Francesco De Marchi del 1573 sull’Occidentale, e di Orazio Delfico nel 1794 sull’Orientale, la prima ascensione alpinistica della Centrale è di Orlando Gualerzi e Giovanni Acitelli nel 1892. Ma la traversata era rimasta un’impresa ancora impensabile. Ci vollero due tedeschi, Hans Schmidt e Hans Riebeling, per riuscire in questa temeraria impresa.

Era il 1910, anno che nella suddivisione della storia dell’alpinismo del Gran Sasso, scritta da Angelo Maurizi (i pionieri 1870-1914, i senza guida 1914-1932, i contemporanei dal 1932 in poi), ripresa nel Landi-Pietrostefani, Grazzini-Abbate e infine da S. Ardito, ricadrebbe nel primo periodo, “I pionieri”, ma realizzata addirittura senza l’ausilio delle guide.

L’impresa, nonostante sia rimasta praticamente sconosciuta fino al 2012, quando Ilona Mesitis e Francesco Burattini nel libro “Il Mistero delle tre Vette” hanno pubblicato la relazione originaria, suscitò molto scalpore tra i locali agli inizio del passato secolo, tanto che negli anni a seguire fu più volte ripetuta con svariate varianti da: Paolo Haas e Francesco Acitelli, A. Allievi e E. Gallina, Curio Chiaraviglio e Ettore Berthelet.

Nella traversata tutti giravano a in senso antiorario, da Ovest ad Est, dall’Occidentale all’Orientale, e i primi, pensando di seguire le orme di Schmidt e Riebeling, dalla Forchetta del Calderone deviavano per La Coppitana (1), ovvero il grande Terrazzo sotto al Torrione Cambi. Il primo a puntare dritto per il Cambi, affrontando un IV grado, fu il grande Enrico Jannetta, l’alpinista che nel 1923, incredibilmente, risalì il paretone Est della Vetta Orientale. Ma per quel Camino erano già passati i tedeschi, come si è poi saputo dalla citata relazione. Senza nulla togliere al grande e impareggiabile Enrico, sembra strano che non abbia trovato qualche chiodo per quel Camino.

Aggiungo che la prima scalata invernale fu fatta nell 800 dai figli di Quintino Sella (guide alpine piemontesi) che per esperienza e rapidità nell’ascesa sorpresero anche le guide locali

(1) La “Coppitana”: “Quando si trattò di segnare quel tratto di Sentiero Alpinistico il CAI dell’Aquila incaricò Carlo Leone, grande scalatore dell’epoca, il quale in una manifestazione scherzosa denominò questo traverso “Via della Coppitana”, riferito ad una Signora di Coppito di facili costumi”.

La nostra traversata è stata da Est ad Ovest, e all’italiana, passando cioè per il grande Terrazzo. Scenari unici sul Calderone, e dalle forchette sui più famosi Canali, sulle maestose guglie ….

Solo qualcosa appare da queste foto, per il resto, citando l’amico Francesco, è tutto da vivere!

A Paolo Boccabella, il nostro “Virgilio”, va il nostro grazie per averci coinvolto nell’impresa.
Giuseppe D’Annunzio

https://it.wikiloc.com/wikiloc/view.do?id=18501659

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