SULLE ORME DEL DINOSAURO

da una relazione del Prof. Giuseppe D’Annunzio
Nell’estate del 2006, Fabio e Giulio Speranza, dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, poco sotto la vetta di Monte Cagno (2136m), nel Parco Regionale del Velino Sirente, fanno una scoperta sensazionale: le impronte di un Theropoda, un dinosauro bipide carnivoro di grandi dimensioni con una lunghezza stimabile tra i 7 e i 9 metri.

b Il Muraglione 1837

Nel 2017, dopo i necessari studi, la notizia veniva diffusa sulla stampa specializzata (Cretaceous Research elsevier journal) dai ricercatori dell’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e dell’Università La Sapienza di Roma.
Poco dopo anche il Segretariato regionale dei Beni Culturali (pratica analizzata dal funzionario paleontologo Maria Adelaide Rossi e dal funzionario geologo Silvano Agostini) emanava il decreto di dichiarazione di notevole interesse culturale per “la parte del Monte Cagno su cui sono state scoperte impronte del più grande dinosauro teropode rinvenute sul territorio italiano”. E infine anche il Comune di Rocca di Cambio, sul cui territorio ricade la scoperta, ha allo studio un progetto finalizzato alla valorizzazione e fruibilità del sito.

b La Vetta di Monte Cagno 2153slm

c L'orma del dinosauro
La nostra escursione, proposta da Paolo Boccabella, ha avuto anche un risvolto alpinistico, tanto che siamo partiti da San Martino d’Ocre, siamo passati per la bellissima località dell’Acquazzese, con il rifugio della Forestale e il frutteto d’alta quota, abbiamo costeggiato la nota e suggestiva muraglia che separava i pascoli della Rocca da quelli di Ocre (anno di costruzione 1837) e infine, per una affilata cresta rocciosa, dove bisogna arrampicare mani e piedi, siamo saliti dritti per la vetta di Monte Cagno. Più di 1000 m di dislivello positivo!
Da qui si scende per 900 m lungo il sentiero per Rocca di Cambio, poi in corrispondenza di un ometto di pietra più grande degli altri, si abbandona il sentiero e si scende sul ripido prato della parete NE per circa 200 m.
Le impronte sono impresse su uno strato sub verticale, una placca che si è resa visibile dopo alcuni crolli degli stati superiori spessi 2-3 m.

d

e il camminamento del teropode
Le impronte, numerose, sono chiarissime e si riconosce anche l’affondamento nel fango molle del metatarso della zampa dell’animale. Si individua anche la traiettoria di marcia, ora verso Sud, e la sosta nel primo tratto.
Una esperienza emozionante quella di trovasi con tracce di creature che, secondo gli studiosi, vivevano nelle nostre zone nel Cretacico Inferiore ben 120 milioni di anni fa, subito dopo il Giurassico.
Tengo a precisare che la traccia seguita, e che riporto, è quasi tutta fuori sentiero e in alcuni tratti si affrontano anche passaggi alpinistici di II grado, quindi valutate attentamente rispetto alle vostre capacità.

f tutte maniglie sicure per l'arrampicata

g la cappelletta degli Alpini a Rocca di Cambio
Tutte le foto sono di Paolo Boccabella
https://it.wikiloc.com/wikiloc/spatialArtifacts.do…

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