Una piccola riflessione sull’immane tragedia sulla Marmolada, ci porta a scoprire il primo rifugio delle Dolomiti.

Sulla parete est della Marmolada, a livello del Ghiacciaio omonimo, 145 anni fa, venne realizzato il primo rifugio delle Dolomiti. Oggi quell’uscio che permette l’ingresso al ricovero , largo cinque metri e alto quattro, scavato nella roccia nel 1875 anche con l’uso delle mine, si trova ad un altezza di 80 metri dall’apparato glaciale che ricopre la Marmolada. Alcuni testi storici riportano anche una foto d’epoca come il primo rifugio alpino delle Dolomiti sia stato voluto dalla Sezione CAI di Agordo in pieno accordo con gli alpinisti Trentini sulla Marmolada a circa 3100 metri di quota, sul fianco orientale della cresta rocciosa che scendendo verso nord dal culmine del monte, limita ad ovest il ghiacciaio. L’ingresso dell’antico rifugio per quanti salgono verso i 3343 metri di Punta Penja è ben visibile dalla “Via Normale”, che attraversa il ghiacciaio, poco prima di affrontare il tratto di ferrata. Per anni molti alpinisti pensavano si trattasse di un avamposto militare realizzato durante la Prima Guerra Mondiale, come in altri luoghi sulla Marmolada.Una piccola scatola rinvenuta all’interno del ricovero contenente un piccolo registro, dove sono riportati alcuni pensieri degli alpinisti che lo hanno raggiunto lasciando un ricordo scritto.


La “Via Normale” e il ricovero scavato in parete.

Dal Ghiacciaio della Marmolada uno sguardo su Piz Boè.

Una foto d’epoca del “ricovero”

Lo speroncino che permette la calata in doppia al rifugio, in basso il lago Fedaia

Dallo spigolo Est

Quasi sull’uscio, questa volta dall’alto.

La moderna ferrata per salire a Punta Penja.
L’interno del ricovero

Il piccolo registro con alcuni pensieri degli alpinisti.

Marmolada: la Vetta 3343slm Punta Penja

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